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2015 – Le merlettaie

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LE MERLETTAIE – I RACCONTI DEL FILO VENEZIANO

La maestria del ricamo si trova ora in una fase critica in cui sta per scomparire nel nulla. Secoli e secoli di tradizioni estremamente intersecate con la vita politica e l’architettura di Venezia che hanno reso quest’isola famosa in tutto il mondo rischiano di cadere nel dimenticatoio. Ecco perché l’arte delle merlettaie è un bene culturale che richiede la massima attenzione per la conservazione. Un bene tramandato da donna in donna, e che dura da più di mezzo millennio. Dal XV° secolo e ancora oggi il lavoro della merlettaia è stata la principale attività economica dell’isola di Burano e ha permesso di sfamare intere famiglie, togliendole dalla miseria e dalla fame. Le poche merlettaie rimaste, quando il tempo e il clima lo consentono, portano ancora oggi cussinello e sedia lungo le fondamenta e i campielli di Burano e iniziano a intrecciare e annodare fili scandendo il lavoro a ritmo di racconti leggendari legati all’origine del merletto. In questi nodi si fissano le storie d’amore, di attesa e di solitudine che hanno sempre al centro la donna buranella.

Lo spettacolo affronta tre merlettaie di tre epoche diverse: della metà del XV°, del XVII e dell’inizio del XX° Secolo. Sono tappe decisive per la storia del merletto e al tempo stesso avvenimenti storici che ci fanno capire quanto sia stato fondamentale il lavoro della merlettaia per l’emancipazione femminile. Il Merletto che è nato come “raffinato passatempo” per l’aristocrazia veneziana, diventa nei secoli una creazione prodotta dalle donne dei ceti meno abbienti, rimanendo comunque, un manufatto artistico d’immenso valore, a tal punto che l’insegnamento del merletto, fu richiesto alla corte di Re Luigi XIV e mise a rischio la vita delle giovani merlettaie, che espatriate da Venezia, avevano svelato il “sapere” locale. I fili che ordiscono questi preziosi merletti di Burano, non riproducono dei semplici decori, ma sono ispirati dall’osservazione di alcuni preziosi dettagli dell’architettura veneziana. Queste donne nel secolo scorso sono anche le prime a indire i primi scioperi per tutelare la propria classe artigianale contro l’intrusione del merletto industriale. Chiarastella Seravalle ha raccolto questo inestimabile materiale, intervistando direttamente le merlettaie, avvalorandosi dell’importante contributo documentaristico della professoressa Doretta Davanzo Poli, mentre, Rachele Colombo, che ha scritto ed elaborato canti ispirati alla tradizione veneziana e alla musicalità popolare, ha creato melodie e canzoni tratte anche da brani cantati dalle merlettaie stesse.

Sabato 19 settembre 2015 in occasione del “Bolsena Biennale – Festival internazionale del merletto e del Ricamo” l’associazione culturale Arte-Mide ha presentato la prima nazionale dello spettacolo caratterizzato dall’uso di diversi linguaggi espressivi.

Arte-Mide ha presentato lo spettacolo finale e completo del work in progress “Il filo delle donne Venexiane” di Arte-Mide avviato da Chiarastella Seravalle nel 2007.
Lo spettacolo teatrale, che ha avuto luogo sabato 19 settembre alle ore 21:30 al Teatro Comunale S. Francesco in Piazza Matteotti a Bolsena, ha visto l’intervallarsi di monologhi e brani musicali tratti dallo spettacolo e interpretati dal vivo dall’attrice Chiarastella Seravalle e dalla musicista cantautrice Rachele Colombo e di frammenti del video documentario realizzato da Ivo Pisanti con la supervisione artistica di Massimiliano Ciammaichella sul lavoro di indagine storica e rielaborazione artistica compiuto da Arte-Mide.
In una cornice ricca e carica di suggestioni, protagonista indiscusso è stato ancora una volta il merletto veneziano, la sua storia e le donne che nei secoli hanno saputo tramandarne l’arte.

L’evento, era rivolto a sensibilizzare il territorio veneziano nei confronti del patrimonio storico-etnografico che sta scomparendo, tramite una ricostruzione dal taglio documentaristico. Sono state mostrate alcune parti delle fonti storiche su cui si basa la ricerca, accompagnate da frammenti performativi di stampo tetatrale. L’intento è quello di lasciare un segno, lanciare una sorta di ‘SOS’ della memoria storica mai scritta, ma che attraversa i secoli ed è trasmessa da donna a donna rappresentando una delle più antiche tradizioni veneziane. La memoria storica è infatti un valore indispensabile per formare e sensibilizzare le generazioni future, per far capire quanto sia preziosa la nostra storia, fatta anche di artigianato-artistico quale fonte di sostentamento di centinaia di generazioni.
Al termine della presentazione, si è aperto un dibattito sulle condizioni delle merlettaie e sul merletto nel corso dei secoli con la presenza in sala di diverse associazioni di merlettaie attive sia a Venezia che nel Veneto.

Il progetto è giunto a questa fase grazie alla sinergia e risorse di più enti: La Regione Veneto, Il Comune di Venezia, la Fondazione Musei Civici di Venezia, Unesco Laguna, la Municipalità di Venezia Murano – Burano, la Confartigianato di Venezia, la Fondazione Adriana Marcello e molte associazioni di artigiani e merlettaie veneziane e della terraferma.

Direzione artistica Chiarastella Seravalle
Ideazione, drammaturgia, regia e produzione Arte-Mide Teatro
Ricerca, musica e testi originali Rachele Colombo

Allestimento scenico Massimiliano Ciammaichella
Videoproiezioni Massimiliano Ciammaichella – Ivo Pisanti

Consulenza storica Doretta Davanzo Poli – Maria Teresa Sega
Organizzazione Enrica Cavalli, Clotilde Ballini
Accessori Alice Nicolai

 

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