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Presentazione del libro “Storie di un calegher” di Rolando Segalin
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Presentazione del libro “Storie di un calegher” di Rolando Segalin

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Venerdì 23 novembre 2018 dalle ore 18.00 alle ore 19.30
presso il Parco Gambrinus – Auditorium – San Polo di Piave

Omaggio a Rolando Segalin
Conversazione sul “storie di un caleghèr”
Il libro ha ricevuto una menzione speciale alla recente edizione 2018 del Premio Mazzotti Gambrinus

San Polo di Piave 23 novembre 2018 – Storie di un caleghèr, di Rolando Segalin, pubblicato da Granviale Editori nel 2010 e appena ristampato per l’occasione, è stato premiato sabato scoro, alla memoria, all’ultima edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, di esplorazione e di ecologia ed artigianato di tradizione.
Questa la motivazione: In memoria di Rolando Segalin, maestro indiscusso nell’arte di far camminare le persone, calegher per mestiere e per passione che ha fatto del suo atelier un luogo dove perseguire una visione, affinando un patrimonio culturale legato all’artigianalità e all’eccellenza italiana. Sostenitore convinto della necessità di abbinare il confort al gusto senza dimenticare di suggerire tendenze e anticipare le mode, cercava sempre di immaginare come e quanto avrebbero camminato e, sopra cosa, per consegnare qualcosa che durasse nel tempo. Abilissimo artigiano ed estroso creativo ha amato il suo lavoro a tal punto da dedicare pagine intere all’oggetto della sua fatica: le gambe (delle donne).
Rolando Segalin, il caleghèr, mosse i primi passi professionali nell’azienda del padre nella bottega di Campo dei Frari a Venezia. Il 1° ottobre 1955 aprì il negozio a San Marco. Da li a poco il successo delle sue creazioni che ebbe il suo culmine con la creazione dello stivale da donna alto fino alla coscia che, in quegli anni, solo lui realizzava. Vinse due volte la medaglia d’oro all’Accademia Italiana della calzatura a Torino nel 1972 e nel 1975. Nella seconda parte della sua carriera si dedicò con particolare successo alla creazione di calzature adatte al Carnevale ricalcando i modelli in uso nel settecento veneziano. Cessò l’attività nel 2000 lasciando diversi allievi a proseguire la sua opera. Così il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Agostino Bonomo ricorda il grande costruttore di scarpe scomparso a marzo del 2014 al quale, da alcuni anni, Confartigianato Venezia assieme a Confartigianato Imprese Veneto hanno dedicato un premio per i giovani artigiani (e loro collaboratori) www.premiosegalin.it.
“Mio padre -ricorda Luca Segalin- non costruiva solo calzature, amava profondamente il suo lavoro a tal punto da diventare studioso, interprete e filosofo della parte del corpo che avrebbe ospitato la sua opera, il piede. Soleva affermare: bisogna analizzare il piede di chi le calzerà, ma anche capirne i gusti, suggerire tendenze, anticipare le mode, immaginare come e quanto camminerà e, sopra ogni cosa, consegnare qualcosa che duri nel tempo”. Il suo libro, storie di un calegher, premiato con una menzione speciale alla memoria al Premio Mazzotti Gambrinus la scorsa settimana, è una raccolta di pensieri come questo -particolarmente toccante quello dedicato alle gambe delle donne-. Donne amate a tal punto da essere state scelte come principali eredi della sua arte. La città di Venezia ha un numero fuori dal comune di donne gestori di un negozio di scarpe su misura, tutte passate come apprendiste dalla bottega di Rolando”.

Il libro, l’arte artigiana di un tempo e la sua declinazione in chiave moderna saranno al centro, venerdì sera (inizio ore 18) al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, di un dibattito tra:
Massimo Cacciari – Filosofo, accademico ed ex sindaco di Venezia
Stefano Micelli– Ordinario di International Management, Ca’ Foscari (Ve) autore di Futuro Artigiano
Agostino Bonomo – Presidente di Confartigianato Imprese Veneto
Luca Segalin – Figlio del Maestro
Interpreta alcuni brani del libro l’attrice Chiarastella Seravalle

A chiusura, gli organizzatori sono lieti di intrattenere gli ospiti con una apericena di piatti tipici locali sapientemente realizzati nelle cucine del Parco Gambrinus.

Nato a Noventa di Piave (Ve) il 3 dicembre 1932, Rolando Segalin è sempre stato residente a Venezia dalla nascita. Frequentò le scuole elementari alla Bernardo Canal e le scuole medie alla Sebastiano Caboto. Sposatosi il 19 agosto 1956 con Antonia Bolzonella, ebbe quattro figli (di cui è rimasto superstite il figlio più giovane, Luca). Appassionato ciclista corse tra i dilettanti con due partecipazioni al Giro d’Italia.
Nella bottega del padre, aveva iniziato a giocare a 7 anni, a quindici era già capace di confezionare da sé scarpe impeccabili su misura: 25 ore di minuzioso lavoro per un mocassino da uomo, quindici per una scarpa da donna. Il 1° ottobre 1955 aprì il negozio a San Marco.Il successo delle sue creazioni ebbe il suo culmine con la creazione dello stivale da donna alto fino alla coscia che, in quegli anni, solo lui realizzava. Vinse due volte il primo premio con la medaglia d’oro all’Accademia Italiana della calzatura a Torino nel 1972 e nel 1975.
Abilissimo artigiano ed estroso creativo: nella sua vetrina non mancavano mai le settecentesche scarpe con tacco a rocchetto e fibbia o la poulaine che usavano i dignitari francesi nel 1300. Sua la prima scarpa-gondola, quella dedicata a Mefistofele dalla lunga punta ricurva, la scarpa-piede, ispirata a un quadro di Magritte, che venne acquistata dal Bata Shoe Museum di Toronto. E, ancora, le scarpe-trampolo, riproduzione di quelle con la zeppa fino a un metro, che usavano le prostitute veneziane nel ‘500 per essere ben visibili quando si affacciavano ai balconi a seno scoperto.
Nella seconda parte della sua carriera si dedicò con particolare successo alla creazione di calzature adatte al Carnevale ricalcando i modelli in uso nel settecento veneziano.Tra i suoi clienti anche Tom Hanks e Richard Chamberlain, ma nella sua prestigiosa carriera di piedi – raccontava – ne aveva “vestiti” più di 10 mila. Cessò l’attività nel 2000 lasciando diversi allievi a proseguire la sua opera. Morì a Venezia il 15 marzo 2014.